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Ambiente << Ambiente locale << Trasformazioni urbane a Pisa << No alla variante al Regolamento Urbanistico

Ritirare la variante: lettera aperta al Sindaco e ai Consiglieri Comunali

Al Sindaco del Comune di Pisa
Ai membri del Consiglio Comunale di Pisa
e, p.c.,
Al Presidente della Giunta regionale toscana

Oggetto: richiesta di rinuncia al provvedimento di Variante di Regolamento Urbanistico

Il quadro complessivo delle osservazioni presentate alla Variante di Regolamento urbanistico merita una riflessione generale, che va oltre la pura risposta tecnica degli uffici. Già il numero delle osservazioni presentate (118, tra cui anche associazioni di cittadini e di professionisti) invita a una prima riflessione: quanta parte della città e dell'opinione pubblica si è schierata contro, nonostante il periodo estivo in cui è stato possibile proporle? Non è sufficiente questo largo dissenso per ritenere ragionevole – quanto meno – una riflessione ulteriore sull'intero provvedimento?

Tra le numerose osservazioni, merita un'attenzione particolare quella presentata dalla Regione Toscana, che si pone per ovvi motivi su un piano diverso rispetto alle altre. Ricordiamo in proposito un fatto politico importante: in funzione della reale autonomia dei Comuni – e fu una scelta fondamentale di democrazia – sono soppressi gli organi e le istanze di controllo sulla validità dei loro atti, una volta deliberati. Ciò ha però una naturale contropartita: in caso di mancato rispetto delle normative vigenti le responsabilità finali di ordine amministrativo e, se del caso, penale, gravano collegialmente o individualmente sui componenti dell'organo deliberante. Se la Regione ha sentito la necessità di richiamare preventivamente il Comune al rispetto di alcune norme, il monito non può essere trascurato.

Peraltro le opposizioni della Regione Toscana riguardano punti nodali della Variante, non emendabili senza riscrivere l'intero provvedimento ovvero – come esplicitamente viene richiesto – senza ricorrere a uno strumento urbanistico che abbia caratteristiche e valore di Piano Strutturale. Ne ricordiamo alcuni:

Pressoché tutte le questioni sollevate dalla Regione Toscana sono anche presenti in altre osservazioni presentate a vario titolo, che richiedono la revisione totale o l'abbandono della variante; non è accettabile che tutto possa tacere nel momento in cui essa venga approvata nel suo complesso o con qualche marginale stralcio.

Non appare neanche credibile che l'urgenza di approvare il provvedimento risponda alla necessità di provvedere alla realizzazione di edilizia sociale, dal momento che – come è stato rilevato – solo un terzo degli alloggi realizzabili corrisponderebbe a queste caratteristiche.
Inoltre, a fronte delle numerosissime censure mosse non riconducibili a semplici valutazioni discrezionali ma che vanno ad individuare vere e proprie violazioni di legge, si possono immaginare ricorsi alla giustizia amministrativa che i cittadini potrebbero intraprendere, consapevoli che un'operazione di così ampia portata andrà a modificare irreversibilmente il territorio e, conseguentemente, il tessuto sociale della città. In estrema ipotesi di omissioni o abusi conclamati e penalmente rilevanti, che potrebbero maturare se determinate norme venissero violate o non rispettate, addirittura la materia non sarebbe più di competenza esclusiva del Giudice Amministrativo. Non è interesse di nessuno approvare un provvedimento esposto a un perenne contenzioso, prevedibile proprio in quanto suffragabile in ogni istanza con un parere così pertinente.

A nostro giudizio conviene perciò ricondurre l'intera questione all'interno di una corretta e coerente politica urbanistica. La Regione Toscana in materia ha buone norme e ha ben ragione di richiedere che esse vengano rispettate. Non è vero che il consenso viene prima della norma: le norme sono i muri portanti della casa comune e quando vengono messe in crisi il disastro poi è di tutti. L'unica procedura che vediamo possibile, e che ci permettiamo di rinnovare col conforto di un così autorevole parere, è quella di un ritiro del provvedimento unitamente all'avvio delle procedure per un nuovo Piano Strutturale.

per il Circolo Legambiente Pisa
per il Progetto Rebedìa
per ArtWatch Italia
per il Comitato Via di Pratale
per il Comitato Via Battelli
per il Comitato Sant'Ermete
Comitato Vecchio CEP