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Accordo Comune-Ferrovie

Occorre aprire un dibattito pubblico sull'accordo tra le Ferrovie e il Comune di Pisa sulle aree della zona sud della città

Treno Nella disattenzione generale è in fase di elaborazione un progetto che cambierà profondamente il volto di tutta la zona sud della città. È di questi giorni, infatti, la notizia di una serie di incontri che il Comune di Pisa sta facendo con i vertici regionali delle "ferrovie" per stipulare un accordo quadro riguardo a grandi aree che costeggiano i binari. Per evitare fraintendimenti o possibili errori in questa comunicazione utilizzeremo la dicitura "ferrovie" per individuare il proprietario delle aree in questione, sapendo bene che dopo la riorganizzazione societaria sono nate numerose società satellite, delle quali al momento non sappiamo con certezza il reale coinvolgimento, né la disponibilità specifica a cedere la proprietà.

Si tratta però di immobili e terreni (da via Quarantola a via Corridoni, così come in San Giusto e Sant'Ermete) sulla cui sorte crediamo sia indispensabile aprire un dibattito pubblico. Siamo convinti che questo sia un appuntamento fondamentale per una vera riqualificazione della città e di un ripensamento urbanistico e sociale di queste zone troppo spesso lasciate nell'abbandono.
Chiediamo quindi che si avvii un percorso partecipato sulle possibili destinazioni d'uso e sulle eventuali aree edificabili, cercando di dare una risposta ai bisogni sociali agli interessi collettivi di chi vive e lavora in questa parte della città. Un approfondimento pubblico, aperto e complessivo sui contenuti di questo accordo è a nostro avviso l'unico presupposto per evitare ogni possibile tentativo di speculazione.
Il rischio è infatti che una mera logica economica stravolga l'incredibile opportunità che si sta presentando, come sta avvenendo in altre città come Firenze, dove è stato siglato un accordo tra il Comune e le ferrovie che non è un'operazione di recupero di aree ferroviarie dismesse da mettere a disposizione della collettività, ma pura speculazione immobiliare.
Al riguardo vorremmo ricordare che è stato lo Stato, cioè il pubblico, a mettere a disposizione delle ferrovie, allora pubbliche, queste grandi aree; dopo la privatizzazione la logica avrebbe voluto che questo patrimonio venisse riconsegnato, ma le ferrovie non solo non lo hanno restituito ma lo hanno valorizzato, ottenendo concessioni edilizie e accumulando profitto, al fine dicono loro di migliorare il servizio, cosa che come vediamo ogni giorno non è mai avvenuta.
Anche alla luce di questi meccanismi è importante vigilare sui costi e le contropartite che le ferrovie chiederanno alla amministrazione pubblica per cedere beni che sono invece di proprietà della collettività.
Chiediamo quindi alla amministrazione comunale l'apertura di una serie di incontri pubblici con la cittadinanza per avviare un percorso di urbanistica partecipata al fine di definire i contenuti e le priorità da inserire all'interno di questo piano di riqualificazione che verrà concordato con le ferrovie nelle prossime settimane.

Progetto Rebeldia
Legambiente Pisa