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A proposito di un’edicola: il degrado, la bellezza, la politica, il coraggio

by legambiente on gennaio 5th, 2020

A inizio gennaio 2020 il Comune ha fatto rimuovere da Borgo Stretto l’edicola sequestrata alla mafia e affidata a Libera. L’edicola era da tempo chiusa e la struttura in cattive condizioni. La rimozione è avvenuta senza alcun preavviso né proposte alternative.
Segue una nota di Legambiente Pisa
Degrado o bellezza? Chiamatelo coraggio.
I Lungarni Pisani sono molto belli durante le mattine soleggiate d’inverno, ancora di più quando sulle strade, attraversate da flussi meno quotidiani, più lenti, tipici di chi arriva in città per vederla, si respira aria di festa; perché Pisa è una città d’arte, una città a misura di persone, vivace e ricca di diversità culturale. Per il turista queste caratteristiche sono fondamentali, per non annoiarsi e fare esperienza vera, magari diversa da quella che potrebbe fare in un’altra città di piccole dimensioni come Pisa.
Da qualche giorno il lungarno di Pisa è ancora più bello, è innegabile. Una strada centralissima è stata liberata da una vecchia edicola, una struttura ingombrante, figlia di un’altra epoca: sono tante le edicole, come le cabine telefoniche che creano degrado, non è una novità. Qualunque struttura non curata lo crea.
Poi c’è il fatto che quella sensazione che definiamo bellezza per qualcuno ha a che fare con l’ordine, per qualcuno con la pulizia, per altri con l’armonia e la coerenza di uno spazio. Però le città non sono solo spazio, sono anche tempo, ed è proprio il modo in cui lo spazio è stato usato nel tempo una delle variabili più importanti nel determinare l’interesse e l’attrazione per un luogo, nel bene e nel male. 
Il modo in cui uno spazio viene usato si chiama Storia, anche quando è recente. E negli ultimi anni la Toscana, terra di bellezze naturali e culturali, sta facendo i conti con infiltrazioni della malavita organizzata, capace di usare luoghi simbolo e centralissimi come Piazza Garibaldi e Borgo Stretto per le sue esigenze di riciclaggio di denaro. Ricordiamo che la Toscana è la quarta regione per numero di arresti e denunce e “si conferma un contesto economico favorevole, oltre che vantaggioso, per gli investimenti criminali”.
Quell’edicola, è un ammasso di ferraglia, ma è anche la testimonianza di come l’economia può diventare malaffare a scapito degli abitanti di una città, di come questo passato recente sia presente e, se non vogliamo che sia anche futuro, di come la nostra Regione debba attrezzarsi operativamente e culturalmente per affrontare un degrado che purtroppo non si vede. Si tratta di un degrado pericoloso, che crea cecità, esattamente quella cecità che ha accompagnato le indagini sugli omicidi politico-mafiosi prima di comprendere quale tipo di relazioni le associazioni mafiose erano in grado di strutturare con altri segmenti della società.
Allora forse è meglio farsi spiazzare da un luogo ricco di significato e di capacità comunicativa, seppur momentaneamente inutilizzato, in grado di stimolare un turista ad interrogarsi su cosa sia la mafia in Italia e di fargli scoprire che il popolo italiano sta lottando con tutte le sue forze contro quel degrado. 
Siamo preoccupati dalla superficialità con cui questo tema e questo simbolo siano stati trattati. Ci sembra opportuno ricordare che la bellezza, in politica, è soprattutto coraggio, capacità di capire quali sono le dinamiche socioculturali ed economiche in atto ed agire per il bene di tutti, con i tempi e gli spazi che permettono – appunto – alla bellezza di sconfiggere il degrado, anche culturale, e ogni forma di oblio.

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