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Raccolta

La raccolta dei rifiuti deve essere funzionale a una differenziazione spinta e con materiali il più possibile omogenei per consentire il massimo riciclo e il miglior trattamento pre-smaltimento. Particolare impegno è poi richiesto affinché alla differenziazione corrisponda un effettivo riciclo.
L’esperienza ha dimostrato che la tradizionale raccolta in cassonetti posizionati nelle strade cittadine può arrivare a una percentuale di raccolta differenziata intorno al 35%, mentre i sistemi di raccolta domiciliare, il cosiddetto “porta a
porta”, arrivano oltre il 75%.
La legge italiana impone ilraggiungimento della percentuale del 65% entro il 2012 (!?) e una direttiva comunitaria recepita dalla normativa italiana un recupero effettivo del 50% entro il 2020.

Il Comune di Pisa non ha mai puntato sulla raccolta domicilare e la raccolta differenziata è attestata al 2011 era al 37,3senza prospettive di crescita rapida. I Comuni circostanti hanno raggiunto rapidamente, da quando hanno adottato una forma di “porta a porta”, percentuali superiori al 60%, con la punta di 70,25di Vecchiano. (2011) Una difficoltà denunciata anche sulla stampa locale: Il Tirreno 31.7.2010.
Nel 2006  fallì un tentativo di introdurre la raccolta domiciliare nei quartieri nord del centro storico, la zona meno adatta della città per una simile operazione. Un referendum indicò ch ei cittadini della parte sud non volevano l’estensione dell’esperimento, mentre nella parte nord ci fu un sostanziale pareggio. Leggi: Continuare la raccolta differenziata, Sì al porta a porta, volantino porta a porta, Vince la disinformazione ,perde la città, Addio porta a porta.