Skip to content

Scienza

In questa pagina raccogliamo contributi di carattere scientifico che non hanno trovato posto nelle pagine specifiche e il cui numero ridotto non giustifica l’apertura di una nuova pagine.
Scorrendo la pagina trovate trattati i seguenti temi: sostenibilità, cambiamenti climatici, tossicità, uranio impoverito.

Per sostenibilità  assumiamo la definizione internazionale contenuta nel rapporto Brundtland (conosciuto anche come Our Common Future). È un documento del 1987 della “Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo” (WCED). La definizione è la seguente: « lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni ». La definizione mette in luce la responsabilità da parte delle generazioni d’oggi nei confronti delle generazioni future, indicando gli obiettivi del mantenimento delle risorse e dell’equilibrio ambientale del nostro pianeta.
Spesso l’espressione “sviluppo sostenibile” è usata a sproposito, quasi come un intercalare rituale, per sostenere politiche che vanno nella direzione della insostenibilità.
Il professor Marcello Buiatti (Università di Firenze) ci aiuta a mettere ad approfondire il tema della sostenibilità, anche per quanto riguarda la Toscana.

logo_300x204[1]
I cambiamenti climatici sono un fenomeno naturale,  che ha subito una forte accelerazione in tempi recenti a causa della attività  umane, come la produzione energetica, tanto da cositutire un rischio grave per gli equilibri del pianeta. In rete si può trovare un’ampia documetnazione sull’argomento.
I cambiamenti climatici sono dovuti all’effetto serra.
img027Nel2005 è entrato in vigore il protocollo di Kyoto, accordo internazionale che dovrebbe limitare l’emissione dei “gas serra”, accordo ancora insufficiente e di fatto scarsamente efficace.
Tra gli effetti contiamo anche fenomeni di siccità in Toscana
Legambiente ha pubblicato l’opuscolo Cambio di clima sulle possibillità di combatterli riducendo il consumo energia.

Possiamo legggere una nota sul rapporto 2014 dell’IPCC

 

 

Uranio impoverito. L’uranio impoverito è cosituito essenzialmente da due isotopi: per il 99,3% da U238 e per lo 0,7%  da U235. Per la fissione necessaria nelle bombe e nella produzione energetica serve dell’uranio “arricchito” nel quale è aumentata la percentuale del secondo. L’uranio restante è detto “impoverito”.
Questo è usato in campo militare: di altissima densità, può perforare corazze dei carroarmati e raggiugnere temperature altissime producendo nanoparticelle radioattive.  L’uranio è debolmente radioattivo e le particelle α emesse perrcorrono pochi centimetri in aria e non superano lo spessore della pelle; tuttavia la raidoattività permane oltre il tempo di una vita umana e le particelle sono fortemente ionizzanti e, se raggiugnono organi interni (polmoni, apparato digerente), sono molto pericolose. Tra i ilitari che si sono trovati in recetni campi di battaglia e in poligoni di tiro si sono avuti molti casi di tumore. Vedi il caso Sardegna o altri che si possono trovare nei seguenti link.

 

Troviamo qui la definizione di tossicità  equivalente